storia della baraccA
de l’ISOLA

 

La Baracca, o “Chiesino” dell’Isola, è un luogo della memoria che torna a parlare. Dopo oltre vent’anni di silenzio, riapre le sue porte e riprende vita come spazio di incontro, di pensiero e di comunità.

Nata intorno al 1963 per volontà di don Ezio Palombo, la Baracca è stata scuola, chiesa e casa del popolo per gli abitanti dell’Isola: un punto di riferimento semplice ma essenziale, dove le persone potevano ritrovarsi, imparare, condividere. Un luogo costruito con pochi mezzi, ma con un’idea chiara di comunità e di educazione.

Da 1963 ad oggi

Oggi, grazie al lavoro di recupero dell’Associazione don Milani – dal tetto agli interni, fino al ripristino dell’energia elettrica – questo spazio torna a essere testimonianza viva dell’insegnamento di don Lorenzo Milani e di un modo diverso di fare educazione, radicato nella realtà e nelle relazioni.

In poco tempo la Baracca è tornata ad essere un vero “centro civico” per la gente dell’Isola: luogo di eventi culturali, di vita sociale e, presto, anche sede di attività legate alla scuola. Non uno spazio che celebra il passato, ma un luogo che lo rimette in cammino, rendendolo presente.

Memoria viva, appunto. La trasformazione di una semplice baracca da cantiere degli operai dell’Autostrada del Sole in un luogo ricco di umanità, abitato da persone animate dal desiderio di conoscere, di capire, di prendersi cura.

Piccola, ma grande

Sì, la baracca di don Ezio ha le misure che ricordano un “casottino degli attrezzi”, di quelli che si usano per tenere gli attrezzi da giardinaggio, la motofalciatrice, vanghe e rastrelli, zappetti e frullini; un luogo sacro per contadini e amanti del verde, per tutti coloro che hanno scelto di “curare” il Creato. Ecco, la “baracca” è proprio questo: uno spazio dedicato alla “cura” che vuole offrire “strumenti” per favorire un benessere personale e collettivo; un luogo dove “fare educazione”, dove l’Educazione si costruisce a piccoli pezzi, dove ognuno è chiamato a dare il suo contributo per arricchire questa “creazione d’artigianato” a favore di tutti.

Strumenti per la cura

La Baracca, come un casottino degli attrezzi, contiene strumenti per lavorare la terra, per rendere il terreno fertile, per responsabilizzare le persone a curare la propria interiorità, la relazione, la conoscenza.

Aperti a 360°

Nessun tipo di selezione, la parola d’ordine è “vai bene così come sei”… ma insieme possiamo crescere ancora di più, rispettando le sensibilità individuali ma prendendo consapevolezza che non esiste una felicità singola.

I CARE

Far riscoprire quell’I CARE scritto sulla lavagna nell’aula di Barbiana: contrapporre il “mi prendo cura” al “me ne frego” tanto di moda ancora oggi.

Una scuola di educazione

Una “baracca” piccola ma che sogna in grande: trenta posti a sedere, non molti, ma l’idea non è quella di rivolgersi a chissà quali folle immense, quanto stimolare il cuore e la testa di persone che scelgono di mettersi in discussione, di rivedere i propri orizzonti con una luce nuova, di sperimentare che la felicità dipende da ciascuno di noi, ognuno nel suo piccolo può fare la differenza.

Una “scuola di educazione” in cui la crescita è affidata a persone del popolo che con la loro semplicità, l’esperienza, la propria storia, scelgono di metterla “in circolo”, di far girare i pensieri, forse di invitare il pubblico a “ritornare a pensare”.

C’è bisogno di tornare a usare la propria testa, elaborare eventi della quotidianità con gli strumenti del Sapere, della Filosofia, della Teologia, della Storia, della Politica (con la P maiuscola), della Pedagogia, e di tutti quei “saperi” che, come una vanga, dissodano il terreno da tutte quelle croste indurite che spesso ostacolano l’assorbimento della linfa vitale… acqua, ossigeno, sali minerali.

Tornare sui sentieri

La Baracca di don Ezio è stata scuola, casa del popolo, chiesa: quello di cui c’è urgente bisogno adesso è di ritornare su quei sentieri, riassaporare il gusto della comunità, riscoprire l’importanza delle parole, delle idee, delle storie di vita.

Permettere un incontro intergenerazionale, sfruttare l’energia dei giovani da accompagnare alla saggezza dei vecchi, scoprire che soltanto insieme, attraverso la relazione, si possono colmare vuoti e affinare lo sguardo sul presente; mantenere alto il valore della Memoria, di quello che è stato, delle cose buone e delle nefandezze che purtroppo l’uomo è riuscito a fare nel corso della storia.

  • Incontro intergenerazionale – Energia dei giovani e saggezza dei vecchi
  • Valore della Memoria – Le cose buone e le nefandezze della storia
  • Responsabilità collettiva – Scelte quotidiane che fanno la differenza

La Baracca vuole offrire anche questo, la possibilità di tornare ad essere responsabili della Storia, non soltanto di quella personale ma di una storia collettiva che dipende dalle scelte quotidiane di ognuno di noi… anche dalla scelta di venire alla Baracca e gridare al mondo “Io ci sono!”.

Io ci sono!

La Baracca ti aspetta

Vieni a scoprire come essere parte della comunità